Locarnese

‘Diga del Sambuco, l'innalzamento e i compensi finanziari’

Sul progetto, entrato nelle schede del Piano direttore cantonale, le richieste del sindaco di Lavizzara Gabriele Dazio

Lo sbarramento e il lago artificiale
(Ti-Press)
29 aprile 2024
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Il futuro innalzamento della diga del Sambuco ha aperto un dibattito in alta Vallemaggia. Sul progetto (e sulle auspicate ricadute per gli enti locali) interviene, con una presa di posizione, il sindaco di Lavizzara Gabriele Dazio: «Come pubblicato alcune settimane fa su questo quotidiano, l’innalzamento della diga è stato ora adottato dal Consiglio di Stato nelle specifiche schede incluse a Piano direttore cantonale (Pd). Come giustamente si dice, il potenziamento dell’impianto esistente del Sambuco è uno dei 15 progetti ritenuti più “facilmente” attuabili a livello svizzero, sia dal punto di vista ambientale che da quello paesaggistico. Per questo motivo si sta ora lavorando intensamente per fare in modo che il Cantone Ticino abbia modo di vincere la simbolica “maratona” con altri Cantoni concorrenti (Grigioni, Uri, Berna e Vallese), questo con il sempre famigerato detto; “chi primo arriva, meglio alloggia”. Certo, verrebbe da dire, ci mancherebbe, il premio di questa corsa a ostacoli stuzzica parecchio l’appetito, specie quando in palio vi potrebbe essere oltre la metà dell’investimento da realizzare, il quale verrebbe verosimilmente sovvenzionato dalle casse federali».

E Dazio prosegue: «Fa molto piacere che in tempi difficili come quelli che stiamo tutt’ora attraversando nel settore energetico, l’attuale proprietario e il nostro Cantone, che a breve si vedrà riversare il diritto d’uso delle concessioni oramai in fase di scadenza, si stiano adoperando in modo davvero esemplare per poter raggiungere al più presto questo importante e significativo traguardo. Sin dall’inizio, come è giusto che sia, si è discusso della fattibilità o meno del progetto, con vantaggi e svantaggi, con i costi e soprattutto con la resa del tutto, ma una cosa molto importante è stata in parte tralasciata».

Quale? «Sto parlando dei dovuti compensi finanziari per il Comune di Lavizzara e per i due Patriziati coinvolti, ossia quello di Peccia e quello di Fusio, questo maggiormente interessato a livello territoriale. Vi saranno inevitabilmente dei compensi ambientali, forestali e anche naturalistici dei quali si sta discutendo molto apertamente con la committenza delle future opere, ma non è tutto».

Ci sono altre questioni aperte? «Sul tavolo delle trattative rimangono da discutere i compensi finanziari che ogni anno dovranno inevitabilmente essere versati, a partire dall’entrata in funzione del nuovo impianto e fintanto che lo stesso non verrà dismesso, nelle nostre casse comunali e patriziali, che sempre più boccheggiano per arrivare a fine anno. Non sto a parlare dei compensi già oggi a noi versati tramite i così detti “canoni d’acqua” che son di certo importanti e che non vanno toccati se non verso il rialzo, ma di regolari introiti agli enti locali atti a valorizzare in giusto modo il nostro territorio. Come ad esempio avviene con i Comuni della Svizzera interna, interessati da simili progetti, dove le società produttrici, per i parchi solari o eolici, versano regolari e significativi contributi annui come contropartite per i diritti di superficie. Sarebbe un gran passo avanti se anche in Ticino queste discussioni venissero affrontate sin dall’inizio. Ora mi chiedo, dovremo ancora una volta partecipare a questa maratona, come peraltro fatto settant’anni fa dai nostri antenati che rimasero poi a bocca asciutta, con il solo ruolo di portabandiera? Sinceramente mi auguro proprio di no».S.F.

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