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La Confederazione ha provveduto al versamento anticipato di circa 500 milioni di franchi agli Stati Uniti, coprendo così già tutti i pagamenti previsti per il 2026 relativi all’acquisto dei caccia F-35A. Questa mossa strategica si è resa necessaria per mantenere costantemente attivo e finanziato il conto comune utilizzato per le operazioni di approvvigionamento militare svizzero sul suolo americano, evitando il rischio che una carenza di liquidità potesse bloccare forniture critiche🛡️
Il fondo in questione non è destinato esclusivamente ai nuovi caccia, ma funge da “salvadanaio” per diversi progetti di difesa, inclusi i sistemi missilistici Patriot e la fornitura di pezzi di ricambio essenziali per la flotta di F/A-18 attualmente in uso. Secondo il capo dell’armamento Urs Loher, il rischio di un blocco prolungato dei pagamenti era troppo elevato, poiché avrebbe potuto compromettere l’operatività degli F/A-18 o danneggiare seriamente il progetto F-35 stesso, in un contesto geopolitico che impone massima cautela✈️
Parallelamente, emergono complicazioni per i sistemi di difesa Patriot, per i quali la Svizzera ha già versato quasi 700 milioni di franchi a fronte di ritardi nelle consegne. Loher ha spiegato che gli accordi contrattuali offrono agli Stati Uniti margini di manovra in situazioni straordinarie, ma la Svizzera resta in attesa degli impegni presi; intanto, si valuta la possibilità di acquisire componenti eventualmente messi a disposizione dagli USA dopo che la Germania ha rinunciato alla configurazione originariamente destinata alla Svizzera, con il capo dell’armamento che conferma la volontà di recuperare tutto il materiale possibile🎯