CICLISMO

Obiettivo rosa per il ritorno di Stefan Küng al Giro

Il turgoviese punta alla vittoria nella cronometro che sabato darà il via alle tre settimane in Italia, da dove mancava dal 2016

4 maggio 2023
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Stefan Küng torna sulle strade del Giro d’Italia per la prima volta dal 2016. E il ciclista turgoviese non nasconde le ambizioni. In primo luogo, quella di aggiudicarsi la cronometro che domani tra Fossacesia Marina e Ortona regalerà la prima maglia rosa.

E non è un caso se il passista elvetico ha deciso di modificare il suo programma e, dopo sette anni di assenza, tornare a frequentare la corsa rosa: in calendario vi sono infatti tre cronometro, per quanto l'ultima sarà una cronoscalata al Monte Lussari, con gli ultimi 7,3 km al 12,1% di pendenza media e punte al 22%, quindi non propriamente adatta all'elvetico. Küng può però puntare senza timore alla vittoria nella prima frazione, così come nella nona, tra Savignano sul Rubicone e Cesena, 35 km completamente pianeggianti.

In Abruzzo la concorrenza per salire sul gradino più alto del primo podio sarà particolarmente agguerrita. La "crème de la crème" dei cronomen si presenterà al via nella piccola città di Fossacesia. Primoz Roglic, campione olimpico a Tokyo, Remco Evenepoel, campione del mondo su strada e l'italiano Filippo Ganna, doppio campione del mondo della specialità, saranno i principali favoriti accanto a Küng. Ci sarebbe dovuto essere un altro osso duro, il campione iridato in carica, il norvegese della Jumbo Tobias Foss, ma quest’ultimo ha dovuto dichiarare forfait a seguito della positività al Covid-19 che ha colpito non solo lui, ma anche altri corridori, ad esempio il compagno di squadra Robert Gesink e l’elvetico della Bahrain Gino Mäder.

Küng è ancora alla ricerca di un grande successo

Küng, che in carriera ha vinto diverse medaglie a cronometro, non deve nascondersi dagli avversari. Ma, a differenza dell’elvetico, tutti i suoi principali rivali hanno già festeggiato grandi successi nelle prove contro il tempo. Per questo motivo, sabato l’esponente della Groupama avrà un solo obiettivo: vincere. «È così che stanno le cose. Sono in uno stato d'animo molto positivo perché so di averli già battuti tutti nella specialità del tic-tac», afferma Küng.

Nella sua unica cronometro stagionale, a febbraio si era imposto al Giro d’Algarve, lasciando Ganna e Foss rispettivamente al terzo e al quinto posto. Questo dà a Küng una spinta in più. «Sono molto fiducioso, anche perché la mia bici da cronometro è stata rielaborata».

Camera ipobarica

I segnali delle ultime settimane sembrano poter aumentare la fiducia di Küng nei propri mezzi. Il turgoviese ha disputato una buona primavera nelle classiche del Nord, con un sesto posto al Giro delle Fiandre e un quinto alla Parigi - Roubaix. In seguito, il giovane padre di famiglia ha potuto prendersi una settimana di recupero, peraltro leggermente disturbata da un'influenza intestinale, prima di iniziare la preparazione per il Giro. Ha deciso di rinunciare a un blocco di allenamento a Tenerife e al suo abituale soggiorno in quota al Säntis a causa del freddo e del maltempo. Tuttavia, per non rinunciare ai benefici dell'allenamento in quota, a casa Küng ha dormito in una stanza appositamente attrezzata: «Con i generatori, posso simulare una situazione di alta quota. Per questo motivo, tra un allenamento e l'altro ho cercato di trascorrere il maggior numero di ore possibile nella camera ipobarica». Anche altri corridori, come il suo vicino Stefan Bissegger, utilizzano questa tecnica, la quale è tuttavia considerata doping in Italia.

Al Giro, Küng godrà di molta libertà. «La mia attenzione è tutta rivolta alle due cronometro fino al primo giorno di riposo. Quello che verrà dopo lo decideremo cammin facendo». È però possibile che il 29enne abbandoni la corsa rosa prima che questa raggiunga la Svizzera nella 13ª tappa con l’arrivo a Crans-Montana dopo lo scollinamento in vetta al Gran San Bernardo.

Per quanto concerne il prosieguo del suo calendario, è certo che Küng parteciperà in giugno al Tour de Suisse, che inizierà con una cronometro a Einsiedeln. E non esclude la possibilità di partecipare successivamente anche al Tour de France.

Nonostante sia stato lontano dall’Italia per sette anni, Küng descrive il Giro come una delle sue corse preferite. Tuttavia, i suoi ricordi delle due precedenti partecipazioni non sono del tutto positivi. Se ci ripensa, in mente gli sono rimaste soprattutto due cadute. La prima, nel 2015, aveva avuto gravi conseguenze, costringendolo ad abbandonare il Giro dopo la 12ª tappa a causa di una frattura della nona vertebra toracica che lo aveva lasciato senza bicicletta per diversi mesi: l'anno successivo, quando stava facendo registrare il miglior tempo nel prologo di Apeldoorn, era caduto di nuovo e aveva dovuto dire addio ai sogni di gloria. «Un errore di guida – ricorda Küng, un errore che lo ha tormentato per parecchio tempo –. Ora ho la possibilità di rifarmi».

Cosa significherebbe indossare la maglia rosa? «Sarebbe fantastico, ovviamente. Da un punto di vista puramente visivo, è la maglia da leader più bella – afferma il turgoviese –. In termini di importanza, non c'è nulla di comparabile con la maglia gialla del Tour de France, ma una maglia rosa da leader esiste solo al Giro, è una cosa unica».

Küng sarebbe il primo svizzero a indossare la maglia rosa nel nuovo millennio. Alex Zülle era stato l'ultimo in quel 1998 che lo aveva visto a lungo al comando della corsa, prima di crollare sulle Dolomiti (poche settimane più tardi, alla vigilia del TdF, sarebbe scoppiato il caso-Festina). Un quarto di secolo dopo, Küng vuole afferrare al volo l’opportunità che gli si presenta.

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