Scienze

Aviaria, il contagio di esseri umani è il vero cruccio

Tra il 2003 e il 2024 i casi di persone infettate censiti sono stati 889, con un tasso di mortalità del 52%

Un virus che spaventa
(Keystone)
19 aprile 2024
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L'Organizzazione mondiale della sanità ha espresso "enorme preoccupazione" per la crescente diffusione del ceppo H5N1 dell'influenza aviaria a nuove specie, compreso l'essere umano. "Resta, penso, una grande preoccupazione", ha detto Jeremy Farrar, capo dell'agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, in una conferenza stampa a Ginevra.

Il timore, ha spiegato, è che il virus H5N1, che nelle persone infettate attraverso il contatto con animali infetti ha dimostrato "un tasso di mortalità straordinariamente alto", si adatterà per diventare capace di trasmissione da uomo a uomo.

Attualmente non esistono prove di trasmissione da uomo a uomo del virus H5N1. Tra il 2003 e l'1 aprile 2024, l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato di aver registrato un totale di 889 casi umani di influenza aviaria in 23 Paesi, inclusi 463 decessi, portando il tasso di mortalità al 52%.

All'inizio di aprile le autorità americane hanno comunicato che una persona era risultata positiva all'influenza aviaria dopo essere stata contagiata da una mucca da latte in Texas. Attualmente i casi di trasmissione all'uomo sono molto rari. Un bambino di nove anni, portatore del ceppo H5N1, è morto di influenza aviaria in Cambogia a febbraio, dopo tre decessi nello stesso Paese nel 2023.

Negli Stati Uniti, il paziente aveva mostrato "arrossamento degli occhi (corrispondente alla congiuntivite), come unico sintomo", hanno detto le autorità, aggiungendo che è stato isolato e trattato con un farmaco antivirale usato per l'influenza.

Quando "si entra nella popolazione dei mammiferi, allora ci si avvicina agli esseri umani", ha detto ancora Farrar, avvertendo che "questo virus è solo alla ricerca di nuovi ospiti. È una vera preoccupazione". Farrar ha chiesto quindi di rafforzare il monitoraggio, avvertendo che è "molto importante capire quante infezioni umane si stanno verificando, perché è lì che avverrà l'adattamento del virus".

Ha inoltre affermato che sono in corso sforzi per lo sviluppo di vaccini e terapie per l'H5N1 e ha sottolineato la necessità di garantire che le autorità sanitarie regionali e nazionali di tutto il mondo abbiano la capacità di diagnosticare il virus, in modo che "se l'H5N1 arrivasse agli esseri umani, con trasmissione da uomo a uomo, il mondo sarebbe in grado di rispondere immediatamente", ha concluso, sollecitando un accesso equo ai vaccini, alle terapie e alla diagnostica.

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