Grigioni

Mortale in Brianza: ‘Ho le mie colpe ma pure diverse attenuanti’

Il 58enne ex sindaco di Roveredo è uscito dal carcere e si trova ora agli arresti domiciliari in Italia. ‘Sono in attesa del processo’

(foto Vigili del fuoco )
6 maggio 2024
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“Sono molto dispiaciuto per quello che è capitato quella notte”. Ad affermarlo al portale Tio.ch è l'ex sindaco di Roveredo che, nelle prime ore di domenica 11 febbraio, ad Agrate Brianza, in Lombardia, a bordo del suo furgone aziendale si è scontrato frontalmente con un altro veicolo sulla strada provinciale 13 (a circa 70 chilometri dal confine con la Svizzera). Nell'incidente, a causa del violento impatto, ha perso la vita un 62enne residente a Domodossola, mentre il 58enne mesolcinese è rimasto ferito. L'ex sindaco era stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo aggravato e trasferito al penitenziario di Monza. Tre settimane fa è uscito dal carcere e si trova ora agli “arresti domiciliari in un appartamento in provincia di Brescia preso provvisoriamente in affitto. Temevano che fuggissi – ha spiegato a Tio –. Ma perché dovrei farlo? Sono una persona onesta, trasparente. Addolorata per quanto successo”.

All'inizio dell'inchiesta erano emersi dubbi sull’idoneità alla guida del 58enne. Nel frattempo, a suo beneficio sarebbero però emerse alcune attenuanti che non configurerebbero la circostanza dell'aggravante. “Questo non significa che io non ammetta i miei errori”.

‘Sono in attesa del processo’

Contattato da laRegione, l'ex sindaco afferma che «in questi giorni dovrei sapere se mi sarà concessa la possibilità di passare dagli arresti domiciliari a un regime di parziale libertà, con obbligo di presentarmi presso gli uffici della Polizia giudiziaria italiana quando mi verrà richiesto. Questo – prosegue – in attesa di un processo che comunque ci sarà: bisogna solo capire con che modalità, se in forma ordinaria, con rito abbreviato o del patteggiamento. L'accusa è quella di omicidio colposo e io ammetto le mie colpe. Ritengo però di avere diverse attenuanti». Anche al nostro giornale il 58enne ribadisce che l'inchiesta ha stabilito che quella notte non aveva assunto alcol o sostanze stupefacenti. Il 58enne mesolcinese afferma che viaggiava con la cintura allacciata, «a differenza della vittima». Indica inoltre che la visibilità era molto limitata a causa dell'oscurità e della pioggia battente. Tuttavia, ammette, viaggiava in contromano e sprovvisto di patente. Sempre stando al nostro interlocutore, un'altra attenuante a suo beneficio sarebbe l'inadeguatezza della segnaletica che lo avrebbe indotto a sbagliare senso di marcia.

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