Il materiale inerte si stacca e si scheggia. Committente il Dipartimento del territorio. Il sindaco: sopralluogo subito. L’ingegnere: più possibili cause
Bella gatta da pelare per il Dipartimento del territorio, committente del tratto ticinese della ciclopista intercantonale fra Castione fino a Grono. Il tratto di Lumino nord, compreso fra l’abitato e il confine con i Grigioni, stando a quanto verificato dalla ‘Regione’ presenta infatti un difetto strutturale superficiale: sta perdendo pezzi il materiale luminescente miscelato col bitume con l’obiettivo di illuminare la carreggiata di notte in assenza di lampioni. Pezzi che, scheggiatisi in piccolissime parti appuntite, da un paio di settimane sono all’origine di parecchie forature di gomme. Vittime specialmente i cicloamatori che transitano in sella a bici da corsa con ruote fini. «Ho forato entrambi gli pneumatici e sono stato costretto a tornare a casa in bus», ci spiega un appassionato del Locarnese. Qualcun altro, accortosi solo più avanti che una gomma stava lentamente sgonfiandosi, ha scoperto in entrambi i copertoni una decina di schegge.
Fonte lettore laRegione
Alcune delle schegge staccatesi
Diverse le segnalazioni giunte alle cancellerie comunali. Interpellato dalla redazione, il sindaco di Lumino Enea Monticelli ritiene prioritario l’aspetto della sicurezza degli utenti e spiega che l’Ufficio tecnico comunale ha nel frattempo preso contatto con la Divisione cantonale delle costruzioni, essendo appunto il Dipartimento del territorio committente e finanziatore dell’opera per la parte ticinese. Quanto prima vi sarà un sopralluogo insieme per cercare di accertare l’origine del problema. Che si è manifestato nelle ultime settimane, a ogni modo durante l’inverno e non prima. Problema che al momento non sembra stia interessando gli analoghi due tratti presenti anche a Roveredo e Grono. A Lumino sarà ora posata un’apposita segnaletica per avvisare del pericolo: in caso di dubbio, meglio comunque rinunciare al transito.
A progettare questa soluzione per la prima volta in Svizzera, che consente di evitare la posa di lampioni nelle aree naturali al di fuori dell’abitato, così da rispettare fauna e flora, è stata la ditta Afry di Bellinzona, specializzata in vari ambiti del genio civile. “Nei tratti extraurbani la priorità è stata data alla salvaguardia del contesto naturale notturno, non prevedendo quindi un impianto di illuminazione con pali, ma limitando il più possibile la parte impiantistica e di infrastruttura”, si legge nel suo portale internet. “Si è quindi selezionato un nuovo materiale da integrare all’asfalto: un inerte luminescente, sostenibile e duraturo, in grado di assorbire la radiazione solare durante le ore diurne e rilasciare un tenue bagliore luminoso durante le ore di buio. La pista si trasforma quindi in una guida visiva luminosa, percepibile in modo perfetto dall’occhio umano, coinvolgendo l’utente in un’esperienza con la notte e l’ambiente naturale a cui l’uomo moderno ormai si è disabituato”.
Da noi interpellata, la sviluppatrice della soluzione in seno ad Afry apprende dalla nostra telefonata dell’esistenza del problema e cercherà a sua volta di interfacciarsi col committente, col Comune e con l’impresa edile che ha eseguito la posa. «Il fornitore del materiale inerte – assicura – ha preventivamente dato tutte le garanzie sulla qualità: se posato correttamente, non dovrebbe staccarsi né scheggiarsi. Ora dobbiamo verificare se il problema risiede nel materiale stesso o se qualcosa sia andato storto nella fase di posa da parte della ditta realizzatrice, o di pulizia o, ancora, di manutenzione in caso di neve. O se a provocare i distacchi non sia il gelo o il transito di qualche veicolo». La prassi in Ticino prevede che il Cantone realizzi le ciclopiste d’interesse sovracomunale e i Comuni si occupino della manutenzione e dello sgombero neve nei rispettivi tratti di competenza. «Ma la convenzione è stata siglata solo la scorsa settimana e perciò Lumino non si è finora mai occupato della pulizia e dello sgombero neve», chiarisce il sindaco.
Un bel mistero insomma per la ciclopista intercantonale, inaugurata l’anno scorso, che ha da subito raccolto giudizi entusiastici e per la quale si immagina ora uno sviluppo verso nord, come ha indicato il 1° febbraio da queste colonne il sindaco di Grono Samuele Censi.