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Garantito un filare di alberi e i Verdi ritirano il ricorso

Raggiunto un compromesso per l'edificazione del convitto destinato al personale dell'ospedale La Carità a Locarno. Il via ai lavori entro fine anno

Il rendering della facciata verso via R. Simen
(Cammarata architetti)
16 maggio 2024
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Si è sbloccata la situazione per la costruzione del convitto per il personale dell’ospedale regionale La Carità nella zona delle Cinque Vie a Locarno. Un edificio con una facciata di una trentina di metri e alto cinque piani, che sorgerà lungo la strada principale, a lato della fermata degli autobus e che offrirà alloggio a chi lavora nel nosocomio.

Recentemente Francesca Machado, già consigliera comunale dei Verdi a Locarno, ha deciso di ritirare il ricorso contro il progetto, presentato al Consiglio di Stato – tramite l’avvocato Fiorenzo Cotti – lo scorso 21 settembre. Una mossa che di fatto impugnava la licenza edilizia rilasciata dal Municipio cittadino al committente, il Fondo di previdenza per il personale dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc).

‘Per la qualità di vita dell’intero comparto’

«Il ricorso non mirava ovviamente a impedire la costruzione di uno stabile dedicato al meritato riposo del personale ospedaliero – afferma Machado –. Era piuttosto da considerare come un invito a prendere in considerazione gli effetti della palazzina sulla qualità di vita dell’intero comparto. Il desiderio era che venissero adottate misure per un inserimento più armonico in una zona che rappresenta di fatto la “porta d’entrata” della Città Vecchia. Il comparto, detto per inciso, dovrebbe comunque essere sottoposto a un’analisi e a una pianificazione più ragionata e approfondita».

A seguito del ricorso, per facilitare la messa in opera del progetto, il direttore dell’ospedale La Carità Luca Merlini e l’architetto Raffaele Cammarata hanno avviato un dialogo con la ricorrente per trovare una soluzione che soddisfacesse gli interessi di tutti. A queste discussioni, a sostegno di Machado, hanno partecipato pure la pianificatrice Stefanie Hitz e l’avvocato Fiorenzo Cotti. «La soluzione che è stata trovata, anche grazie al talento di mediatore di Merlini, prevede un colore più chiaro della facciata, in migliore sintonia col resto del quartiere, e un marciapiede allargato a tre metri, che comprenderà pure una panchina pubblica lungo tutto lo zoccolo dell’edificio. Ma la novità più importante è la messa a dimora di un filare di alberi ad alto fusto – spiega la nostra interlocutrice –. Piante che raggiungeranno i 10-12 metri di altezza e che cresceranno lungo il marciapiede».

La questione dell’alberatura a ridosso della strada ha però dovuto passare anche dal Municipio, che ha concesso il nullaosta nelle scorse settimane. Di conseguenza Machado ha puntualmente ritirato il suo ricorso: «Da notare – prosegue l’esponente dei Verdi – che durante le discussioni è stata ventilata anche la possibilità di trasformare in futuro, nell’ambito di una riqualifica dell’intero comparto, l’attuale parcheggio vicino al futuro edificio in un piccolo parco a uso pubblico, attraverso il quale si potrebbe realizzare un percorso pedonale per connettere direttamente la fermata dei bus all’entrata dell’ospedale».

Le considerazioni conclusive di Machado: «Questa vicenda dimostra che quando tutte le parti in causa, con un po’ di buona volontà, si mettono a un tavolo con cittadine e cittadini per discutere, si trovano le soluzioni per il benessere di tutti. In questo caso beneficeranno delle misure che verranno adottate non solo il personale ospedaliero, ma anche gli abitanti e i passanti che in estate, quando aspetteranno i bus alla fermata di Cinque Vie, non dovranno più stare sotto la stecca del sole: apprezzeranno l’effetto rinfrescante del nuovo filare di alberi, il quale avrà inoltre il vantaggio di attutire il rumore in questa area estremamente trafficata. L’esito di questo ricorso rappresenta dunque un buon auspicio per una Locarno più verde e a misura d’uomo».

‘Un dialogo costruttivo per una struttura importante’

«Ci siamo trovati, e a seguito dell’incontro abbiamo inserito tutta l’alberatura nella domanda di costruzione: nel progetto iniziale era comunque prevista la messa a dimora di alcune piante e un arredo verde – conferma dal canto suo Merlini, direttore dell’ospedale –. Il dialogo costruttivo con la ricorrente ci ha fornito alcuni input, che abbiamo recepito volentieri per migliorare ulteriormente l’edificio del convitto. Un convitto, mi piace ricordarlo, che verrà utilizzato dal nostro personale per facilitare la propria organizzazione, tra presenze, picchetti, reperibilità, impiegati con orari notturni, avventizi, studenti e altri ancora».

Il via ai lavori? «In questo periodo l’architetto sta procedendo con la definizione dei dettagli per il progetto esecutivo. Ritengo plausibile che si possa iniziare la costruzione, con un investimento globale attorno ai quattro milioni di franchi, entro la fine del 2024».

In conclusione, Machado torna sulla questione del dialogo nell’ambito delle procedure per le licenze edilizie: “I Verdi di Locarno auspicano che in futuro proprietari, architetti e autorità non aspettino i ricorsi dei cittadini, ma si siedano fin dall’inizio a un tavolo con loro per prendere in considerazione nei progetti anche gli aspetti ambientali, che determinano in ultima analisi la qualità di vita dell’intera cittadinanza».

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