Il pp Perugini rispedisce al Tribunale penale l'atto d'accusa, circostanziando l'imputazione di assassinio, a carico del 55enne macedone
Delitto di Ascona, botta e risposta a stretto giro di posta fra Tribunale penale cantonale e Ministero pubblico.
Venerdì scorso la corte aveva rinviato al Ministero pubblico l'atto d'accusa inoltratole in maggio. Stando al giudice Mauro Ermani, presidente della corte e del Tribunale penale cantonale, il procuratore pubblico Antonio Perugini non avrebbe giustificato sufficientemente l'imputazione principale di assassinio a carico del 55enne macedone che il 23 giugno 2017 sparò alla moglie 38enne cercando poi di suicidarsi. Ieri, dunque a stretto giro di posta, Perugini ha rispedito l'incarto al Tribunale. All'atto d'accusa è stato aggiunto un breve paragrafo per circostanziare l'accusa di assassinio. Rifiuto categorico del procuratore invece circa l'eventualità di ordinare, continuando a non considerarla necessaria, una perizia psichiatrica sull'imputato, come per contro suggeriva il Tribunale penale.