Mendrisiotto

Castel San Pietro e la missione dei prossimi anni: ‘Sviluppo armonioso del territorio’

Un credito di 775mila franchi per il progetto di adattamento della Zona edificabile al Piano direttore cantonale

In sintesi:
  • Per l'approvazione circa 7 anni
  • ‘Ripensare alcune zone edificabili’
Fra vie, piazze ed edifici
(Ti-Press)
30 marzo 2025
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Un “importante progetto pianificatorio” che vedrà impegnato il Comune per i prossimi anni. Così il Municipio di Castel San Pietro ha definito lo sviluppo territoriale a cui ha dedicato un recente messaggio per la richiesta di un credito di 775mila franchi necessari al progetto di adattamento della Zona edificabile (Ze) al Piano direttore cantonale (scheda R6). Un “esercizio delicato di equilibrio – come indicato dall’esecutivo – per tradurre a livello locale i principi pianificatori enunciati nelle leggi federali e cantonali”. Materia, quindi, pianificatoria, “affrontata a Castel San Pietro con un processo attuato su più anni, iniziato tempo fa, con diverse decisioni successive che si sono influenzate e si influenzeranno reciprocamente”.

Ha, quindi, tutto lo spirito della sfida il messaggio affidato al Consiglio comunale e che rappresenta “un metodo di lavoro e le risorse necessarie ad affrontare il tema in modo preparato, affiancando alla struttura politico-amministrativa locale un gruppo di professionisti. Un progetto – si legge – affascinante che avremo la fortuna, l’onere e l’onore di dibattere e condividere”.

Del resto parte tutto dal 2013 con le modifiche della Legge federale sulla pianificazione del territorio che hanno evidenziato l'esigenza di una crescita non unicamente quantitativa ma qualitativa: “Una necessità che richiama un cambiamento generale nel nostro rapporto con il territorio”. Come? Attraverso un “esercizio di equilibrismo” perché, come ha annotato il Municipio castellano “anche in un comune periurbano come il nostro, in futuro dovremo concentrare lo sviluppo demografico in modo ragionato e intelligente in una minore superficie per consentire di preservare quegli spazi liberi che oggi i cittadini reclamano”. Vi è perciò una necessità: “Dovremo ripensare la tipologia, la densità e la posizione di alcune zone edificabili, favorendo le ubicazioni vicine alle vie di collegamento e alla rete dei trasporti pubblici”. Non solo, Castello dovrà “recuperare la qualità degli spazi all'interno del territorio già costruito al fine di migliorare la qualità di vita di tutti coloro che li abitano. Da qui scaturisce il concetto di governo del territorio verso obiettivi di sviluppo centripeto”.

Per il Municipio però “non equivale a intervenire sistematicamente con dei dezonamenti, si tratta di analizzare l'attuale zona edificabile, le zone d'interesse pubblico e gli spazi verdi, per trovare l'equilibrio ideale per la nostra popolazione tra quantità edificatorie e qualità del costruito e del non costruito”.

Un lavoro che l'esecutivo determina come “importante, impegnativo, delicato anche molto stimolante. Un'operazione che richiede la traduzione delle azioni del Pac in pianificazione concreta, con uno sguardo ai prossimi 15 anni e oltre”. Considerato che l'attuale Piano regolatore, risalente al 1994, ha subìto poche varianti e non è mai stato un riesame completo, si rende necessaria una verifica del dimensionamento della zona edificabile e della sua qualità, e di quella degli spazi verdi e il paesaggio, dei collegamenti interni in particolare di quelli della mobilità lenta, inevitabile anche – annota l'esecutivo – occuparsi della destinazione del territorio per i fini agricoli”. A completamento Castello si dovrà chinare su alcuni altri temi quali la contenibilità delle zone estensive per l'abitazione adiacenti ai nuclei di valle, con evidente influsso sulla contenibilità e la definizione dei tracciati ciclabili locali.

Riassumendo, si concentrerà principalmente sul tema del dimensionamento del Pr, il più urgente secondo il Municipio, e al riesame della Ze, il programma definito del Municipio, anche perché parliamo di un Comune che non ha la struttura politico-amministrativa per seguire contemporaneamente tutti i temi riguardanti lo “svecchiamento” del Piano regolatore, inseriti in un unico progetto. Altri aspetti saranno affrontati con processi e procedure separati. Il Comune si appoggerà per questo a un pianificatore “di comprovata esperienza intercantonale”, con il quale l'amministrazione comunale sta già collaborando da qualche anno a livello pianificatorio.

La tempistica? Per l'esecutivo per l'approvazione definitiva della variante con l'evasione dei ricorsi da parte del Consiglio di Stato ci vorranno circa sette anni: “Un termine prudenziale”.