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Una sentenza disorientante che fa discutere

La non-decisione del presidente della Camera disciplinare di Swiss Basketball sulle affermazioni di Kovac ha sorpreso molti, ma la storia non finisce qui

(Keystone)

La vicenda fra Roberto Kovac e la Spinelli Massagno non è ancora conclusa: la Sam ha inoltrato ricorso contro la sentenza emessa dal giudice unico perché, chiaramente, è stata abbastanza sconcertante e così l’hanno giudicata non poche persone anche in ambito di Swiss Basketball con l’anonimato garantito, come del caso. Non vogliamo fare lunghe crociate nei confronti di chicchessia, ma è opportuno segnalare che un giudice non può esimersi dal prendere una decisione perché questa potrebbe influire sull’esito degli incontri e quindi del campionato. È un assurdità perché se una scelta di questo tipo dovesse diventare ‘legge’ chi mai verrebbe condannato per qualsiasi fatto? Se prendo a calci una persona e la mando all’ospedale con prognosi riservata, non posso essere sanzionato perché il giorno dopo devo lavorare e la mia assenza provocherebbe non pochi disagi al mio datore di lavoro e all’intera azienda? Neanche il famoso azzeccagarbugli sarebbe stato capace di trovare simile commento. Se poi Massagno ha ‘lanciato’ la richiesta di una sospensione per tre giornate, un giudice può benissimo non cedere a tale richiesta e formulare una decisione, anche di assoluzione, al limite, ma non giustificarsi dicendo che non accetta che una società faccia questa richiesta che ha lo scopo di indebolire l’avversaria.

Ora, da che mondo è mondo, nello sport ogni squalifica va a beneficio delle avversarie e quello che può fare la società colpita è di chiedere una sua riduzione. Se si ragionasse come l’avvocato Jorge Ibarrola, presidente della Camera disciplinare di Swiss Basketball, non avrebbe nemmeno senso dare ammonizioni, espulsioni e squalifiche a nessun sportivo e quindi, via libera e coltello fra i denti e senza regolamenti capestro. Ora si è in attesa dell’esito di questo ricorso che, a mio modo di vedere, arriverà a fine stagione, se le procedure non saranno d’urgenza. È da sottolineare come l’Olympic sia intervenuto subito e abbia disposto delle sanzioni nei confronti del suo giocatore, dicendo di non riconoscersi in queste esternazioni che vanno a ledere il rispetto per gli avversari.

Per quanto concerne Swiss Basketball, invece, si sa che le decisioni saranno prese quando l’aspetto giuridico sarà evaso, vale a dire quando le sentenze saranno definitive. La volontà di non sovrapporsi alla giustizia sportiva per non influenzarne le decisioni, anche se, come abbiamo visto, l’esimio signor Ibarrola non ha di questi problemi, è la giusta scelta nell’ambito della divisione dei poteri. L’augurio è che alla fine ci sia una soluzione che metta un punto definitivo su una faccenda sulla quale avremmo fatto a meno di commentare, ma che per dovere di cronaca è giusto che chi ci legge possa farsi una sua opinione in merito e in assoluta libertà.

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