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Europa sotto tiro

La guerra in Ucraina ha messo a nudo le fragilità strutturali dell’Unione Europea, costretta a pagare un prezzo assurdo per una politica estera che, in realtà, è dettata più da Washington che da Bruxelles. L’Europa, già alle prese con una crisi energetica senza precedenti, si è trovata a dover rinunciare al gas russo, un pilastro del suo approvvigionamento energetico. Il risultato? Un’inflazione galoppante, costi energetici alle stelle e un’industria pesante costretta a ridimensionarsi o a delocalizzare. Il problema non è solo economico. È politico. L’Europa, nonostante le sue ambizioni di autonomia strategica, rimane profondamente dipendente dagli Stati Uniti, sia militarmente che diplomaticamente. Questa dipendenza affonda le radici nella storia: nel 1945, gli Stati Uniti non “liberarono” l’Europa, ma la occuparono, imponendo un ordine mondiale che serviva i loro interessi. La Nato, nata come strumento di difesa contro l’Urss, è diventata nel tempo lo strumento con cui Washington mantiene il controllo sul Vecchio Continente. Donald Trump ha un approccio alla politica internazionale che è stato definito “aberrante” da molti leader europei. Eppure, l’Europa non ha mai osato proporre sanzioni contro gli Stati Uniti. La verità è che l’Europa non ha gli strumenti per agire. Le sanzioni alla Russia, presentate come un atto di forza, rivelano invece la debolezza strutturale dell’Ue. Mentre l’Europa paga il prezzo della subalternità, gli Stati Uniti continuano a dettare l’agenda globale. La guerra in Ucraina, con le sue conseguenze devastanti per l’economia europea, è solo l’ultimo capitolo di una storia che vede l’Europa costretta a subire le scelte altrui, incapace di difendere i propri interessi. Continueremo a pagare il prezzo assurdo di guerre che non abbiamo voluto.