Su laRegione di venerdì 24 gennaio il giornalista Giuseppe Giannotti, denuncia la crescente campagna di delegittimazione del Giorno della Memoria ad opera di politici di sinistra, giornalisti e gruppi estremisti che metterebbero in dubbio gli orrori dell’Olocausto e favorirebbero la crescita dell’antisemitismo.
Accuse molto pesanti, che però hanno un senso solo se arrivano sul tavolo del Ministero pubblico. Chi osa disconoscere l’atroce processo di “arianizzazione” orchestrato dal regime nazista che causò la morte di almeno 15 milioni di persone va certamente castigato. E infatti l’art. 261bis del Codice penale prevede che chiunque, pubblicamente, mediante parole, scritti, immagini, gesti, vie di fatto o in modo comunque lesivo della dignità umana disconosce, minimizza grossolanamente o cerca di giustificare il genocidio o altri crimini contro l’umanità, sia punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.
Giannotti afferma che a scatenare le ostilità è stato il terribile attacco terroristico di Hamas il 7 ottobre 2023, ma le ostilità sono cominciate con la pulizia etnica del 1948, attuata secondo il famoso piano D che prevedeva l’espulsione dei palestinesi dalla Palestina e la riduzione in macerie dei villaggi e dei quartieri. È storicamente dimostrato che, alla fine del 1948, metà della popolazione araba della Palestina era stata espulsa, più di 500 villaggi erano stati distrutti e interi quartieri demoliti. Anche se questi fatti non compaiono nei libri di testo israeliani, essi rappresentano il vero nocciolo della questione, ma sono purtroppo vittime di una memoria alquanto offuscata anche dalle nostre parti.
Continua affermando che, grazie alla tregua di Gaza, “non c’è più alcun conflitto tra le parti”. È sempre bello sapere che ci sono degli ottimisti, e se non fosse per le recenti notizie dei troppi morti in provenienza da Jenin, qualcuno potrebbe anche crederci.
L’articolista si sofferma infine sulla questione del concerto al Lac. È certamente triste osservare come arte, cultura e sport possano essere strumentalizzati per fini politici. Ma sapendo come vanno le cose, invitare dei rappresentanti di un Paese in guerra e sperare di passarla liscia sembra un gioco pericolosamente ingenuo.
Interessante il comunicato dell’Associazione Svizzera-Israele riportato dal CdT in cui si afferma che la Giornata della Memoria sia stata istituita dalle Nazioni Unite per commemorare i sei milioni di ebrei trucidati dai nazisti nei campi di sterminio. Ciò è falso! Il testo della risoluzione Onu recita: “... l'Olocausto, che ha portato all'uccisione di un terzo del popolo ebraico, insieme a innumerevoli membri di altre minoranze ...”. Le vittime tra i membri di queste minoranze sono state circa 9 milioni. “Dimenticare” 9 milioni di vittime in piena celebrazione del Giorno della memoria sembra uno scherzo di pessimo gusto.