Ticino

Fare chiarezza sugli investimenti dell’Ipct in Russia e Ucraina

A chiederlo al governo è l’Mps con una nuova interrogazione inoltrata dai deputati in Gran Consiglio Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi

Un’interrogazione di Pronzini e Sergi
(Ti-Press)
8 gennaio 2024
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Fare chiarezza sugli investimenti dell’Ipct, l’Istituto di previdenza del Canton Ticino, in Russia e Ucraina. Questo l’oggetto dell’interrogazione all’indirizzo del governo inoltrata per l’Mps da Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi. I due deputati in Gran Consiglio chiedono dunque se l’Ipct detenga ancora oggi, direttamente o indirettamente, titoli azionari e/od obbligazioni legati alla Russia e, se sì, per quale valore e in quale settore. Non solo. Pronzini e Sergi si interrogano anche su quali azioni concrete siano state avviate dall’Ipct per liberarsi di questi titoli e, in alternativa se l’istituto non dovesse detenerne più, quando, a quali condizioni e con quali conseguenze finanziarie sia stato possibile liberarsene.

“Un mese dopo l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo (24 febbraio 2022) – contestualizzano i due deputati in Gran Consiglio – l’Istituto di previdenza del Canton Ticino pubblicava un comunicato sul suo sito internet intitolato ‘Investimenti dell’Ipct in Russia e Ucraina’”. E continuano: “Giustamente nel comunicato si richiamavano l’unanime condanna dell’aggressione e l’adozione di sanzioni contro il regime russo. L’Ipct comunicava che non deteneva alcun titolo ucraino, mentre deteneva titoli russi per circa lo 0,05% del proprio patrimonio (5,4 miliardi di franchi)”. Non solo. “Dal comunicato, poco chiaro, sembrava di capire che, se questi titoli fossero stati disinvestiti direttamente dall’Ipct, avrebbero avuto dei costi ‘non indifferenti’. Viceversa non ci sarebbero state conseguenze finanziarie se rimossi dai provider che li gestivano. Veniva altresì sottolineato che al momento della pubblicazione di questo comunicato (25 marzo 2022), il mercato rendeva particolarmente difficile vendere titoli russi”.

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