Ticino

La Rsi taglierà 34 posti di lavoro entro fine 2022

Gli impieghi saranno soppressi nel quadro delle misure di risparmio nazionale, il sindacato Ssm coinvolto nelle scelte. Riorganizzazione in vista per teche e radio

(Ti-Press)
7 settembre 2021
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La Rsi taglierà 34 posti di lavoro a tempo pieno entro fine 2022, impieghi che sono parte dei 45 complessivi previsti dai piani di risparmio già annunciati in tutta la Srg Ssr nel corso del 2020 (per un totale di 250 posti di lavoro tagliati a livello nazionale entro il 2024) e di cui 11 sono stati già soppressi lo scorso anno grazie alla fluttuazione naturale del personale e ai prepensionamenti: il tutto per un risparmio complessivo, per la Rsi, di 8 milioni di franchi. 

Questo è quanto comunicato oggi dal direttore Mario Timbal nel corso di una riunione plenaria con il personale, durante la quale sono stati anche annunciati i primi passi della trasformazione della Rsi dal punto di vista organizzativo e di creazione e produzione di contenuti.

 

"La riduzione dei 34 posti restanti sarà realizzata entro fine 2022 ed è stata impostata individuando ambiti di intervento strutturali, che permettano di raggiungere un equilibrio tra le risorse e una produzione agile, adatta a esercitare il mandato di servizio pubblico. Il tutto attraverso la qualità e la diversità della propria offerta, sviluppandola e diversificandola al contempo", comunicano da Comano in una nota stampa.

Le misure sono state presentate al partner sociale Ssm Lugano: seguirà fino a fine settembre una "fase partecipativa" che coinvolgerà tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori, per poi giungere alle decisioni definitive che saranno prese e comunicate entro metà ottobre.

 

"La Direzione Rsi ha affrontato questa riduzione di posti di lavoro privilegiando le fluttuazioni naturali, i prepensionamenti, e cercando di ridurre al minimo gli impatti sul personale ma licenziamenti, in questa fase, non sono esclusi. La Direzione Rsi confida che la fase partecipativa, in collaborazione con il partner sociale, permetterà di ridurre ulteriormente il possibile impatto sociale del pacchetto di misure elaborate", si legge nel comunicato.

Nuovi flussi decisionali

Tre sono i cardini su cui poggia il processo di trasformazione dell'azienda di Comano: una maggiore trasversalità nella creazione, nella produzione e nella distribuzione dei contenuti; una ulteriore semplificazione dei processi produttivi e decisionali; una sempre più rigorosa mappatura di tutti i flussi organizzativi e operativi, in grado di rendere l’azienda ancora più agile, flessibile, rapida e presente.

"La riorganizzazione prevede inoltre nuovi flussi decisionali e di organizzazione che possano supportare il processo creativo, mettendo al contempo al centro della sua offerta di servizio pubblico, i diversi pubblici della Svizzera italiana, i loro interessi e le loro esigenze" è il commento della Direzione Rsi.

In concreto, riguardo ai settori coinvolti dalla riorganizzazione, gli Archivi Rsi verranno posizionati nel Dipartimento cultura e società, "riconoscendone l’inestimabile valore e potenziale quale patrimonio culturale"; cambiamenti in vista anche per le reti radiofoniche, con Rete Due che farà capo al Settore cultura, mentre al Dipartimento programmi e immagine, recentemente affidato a Matteo Pelli, verranno attribuiti i flussi di Rete Uno e Rete Tre.

La Direzione Rsi comunica infine che nell’ambito del riposizionamento e ridefinizione dell’offerta culturale Rsi (Tv, radio e digitale) verrà indetto un concorso per il ruolo di responsabile del settore Cultura Rsi, ruolo ricoperto ora ad interim dalla responsabile del Dipartimento cultura e società.

 

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