Lanciata una petizione interpartitica che chiede a governo e parlamento di valutare il palazzo ex Credit Suisse
La chiusura dell'ormai ex sede del Credit Suisse di Chiasso apre uno scenario per la destinazione dello stabile, che potrebbe diventare la nuova sede del Palazzo di Giustizia ticinese, o almeno di parte di esso. Nelle scorse ore il consigliere comunale Christian Colombo (Plr), e i capigruppo Davide Rampoldi (Plr), Amedeo Mapelli (Centro), Claudio Schneeberger (Lega-Udc-Ind) e Kavashar Ratnam (Us-I Verdi-Ind) si sono fatti promotori di una petizione indirizzata al Consiglio di Stato e Gran Consiglio chiedendo di “valutare lo stabile ex Credit Suisse di Chiasso come opzione alternativa per il nuovo Palazzo di Giustizia ticinese”.
Come si legge nel testo che accompagna la petizione lanciata su change.org, “voci ufficiose dicono che la direzione di Ubs è intenzionata a mettere sul mercato lo stabile per un costo stimato tra i 20 e i 30 milioni di franchi”. Un importo “sicuramente inferiore al valore reale dell’immobile” e che “si discosta di decine di milioni dall’offerta di Efg per l’acquisizione dello stabile di Lugano, bocciata in votazione popolare lo scorso 9 giugno. Questa operazione rappresenterebbe perciò una migliore allocazione delle risorse del nostro Cantone, offrendo nel contempo un Palazzo di giustizia prestigioso, efficiente e facilmente raggiungibile”. Oltre a essere stato rinnovato nel 2019 con un investimento di 10 milioni di franchi, “un'ulteriore prerogativa dello stabile ex Credit Suisse è la sua posizione strategica”. Il palazzo è infatti “comodamente raggiungibile con il treno (290 metri dalla stazione di Chiasso, circa 4 minuti a piedi) e su strada (1 chilometro dall’uscita autostradale di Chiasso centro, circa 4 minuti in auto)”. Considerato il massiccio traffico che intasa la viabilità del Ticino, “i collaboratori non residenti nella regione che desiderano utilizzare l’automobile privata viaggerebbero a traffico inverso, un notevole vantaggio soprattutto negli orari di punta”.