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Aggregazione nel Basso Mendrisiotto a un punto di svolta

Scambio epistolare tra i sei Municipi al tavolo, tra chi si avvia all’uscita (Balerna) e chi non intende lasciar perdere (Vacallo)

Nel comprensorio si riflette sui destini futuri
(Ti-Press)
2 novembre 2022
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Nel Basso Mendrisiotto ne sono tutti consapevoli: parlare di aggregazione resta un tema scivoloso. Lo è fin dal 2007 quando il progetto di incrociare i destini di Chiasso, Vacallo e Morbio Inferiore naufragò per volere popolare. Riaperto, ormai un anno fa, il dibattito – e di slancio –, sulla spinta del Municipio di Vacallo, attorno al tavolo si sono ritrovati sei Comuni – con Vacallo, Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Novazzano –, che il giugno scorso si sono misurati sulla possibilità di unire forze e confini in una due giorni di studio a Mezzana. Tra le mani il documento riassuntivo curato dalla Sezione enti locali, da questo strumento di lavoro occorre ora capire chi e in quanti sono pronti a proseguire su una strada comune per andare a fondo dei pro e dei contro di un processo aggregativo. Un passaggio, quest’ultimo, al quale l’esecutivo di Vacallo non intende rinunciare. «Ora come ora – tiene a ribadire il sindaco di Vacallo Marco Rizza – sarebbe un peccato interrompere l’esercizio: vale la pena proseguire con un approfondimento delle opportunità concrete». Andare avanti, fissandosi un orizzonte temporale a metà 2023.

Prima la e-mail poi la lettera

Una volontà, quella a cui dà voce Rizza, che il Municipio di Vacallo ha messo nero su bianco in una missiva indirizzata giusto venerdì scorso alle altre cinque autorità locali e che fissa un punto di ri-partenza. L’esecutivo, "unanime", rimane, infatti, "del parere che la soluzione finale possa essere l’istituzione del Comune Basso Mendrisiotto". Un obiettivo in nome del quale si pongono delle condizioni ma che, di fatto, reagiscono, secondo nostre informazioni, a una e-mail stringata quanto perentoria (a prima vista), recapitata mercoledì scorso dal Municipio di Balerna. Messaggio, espressione peraltro della maggioranza dell’esecutivo, nel quale si conferma come oggi non sussistano i presupposti per avviare uno studio sull’aggregazione, porta d’accesso a una consultazione popolare, come da prassi.

Pronti a fare la conta

Ecco che il Basso Mendrisiotto, nelle sue singole identità comunali, appare, quindi, a una svolta. Adesso si attendono le prese di posizione degli altri protagonisti: Morbio Inferiore e Novazzano, ad esempio, ne discuteranno nelle sedute municipali della settimana prossima. Mentre a Chiasso non si hanno mai avuto dubbi sull’esigenza di procedere a un passo intermedio, l’aggregazione nel comprensorio, appunto, prima di pensare a un solo Comune del Mendrisiotto. E Breggia, dal canto, si guarda intorno, cercando un dialogo anche con i vicini di Castel San Pietro.

Vacallo spinge per continuare

Nel frattempo, si cerca di tenere vivo il discorso, che in alcuni ambiti politici sembra essersi un po’ spento. E il primo a farlo, come detto, è Vacallo. L’autorità locale, infatti, confida, come si legge nel suo scritto rivolto ai colleghi di tavolo, che si possa continuare l’approfondimento già avviato, "supportati dai risultati emersi dalle giornate di Mezzana, in collaborazione con la Sezione enti locali". L’intento, si ribadisce, è "di arrivare a un’eventuale votazione consultiva con qualcosa di concreto da sottoporre ai cittadini". Un atto finale, quello evocato, da far precedere da un’ulteriore analisi, "per un’aggregazione di vere opportunità e non di necessità", si sottolinea. Del resto, si osserva ancora nella lettera, risulta "difficile vendere il nuovo Comune senza niente di sostanzioso sul piatto". Di conseguenza, si esorta, "ci si prenda il tempo per fare lo studio di opportunità prima di avviare una richiesta di studio di fattibilità". In questo modo, si annota, "i Municipi potranno esprimersi con argomentazioni oggettive". E farlo approfittando di una fase intermedia, prima di arrivare al dunque e al voto popolare.

‘Almeno in quattro al tavolo’

Certo Vacallo si aspetta che al tavolo ci si ritrovi almeno in quattro, "meglio cinque o tutti e sei", si rimarca. E questa è una condizione, si ribadisce, che era stata "messa nero su bianco nella prima presa di posizione del Comune". Per il Municipio di Vacallo portare avanti una intesa a due o a tre, in effetti, "non era l’obiettivo per cui si è lavorato e non rientra nelle nostre intenzioni". In ogni caso Vacallo e il suo sindaco Rizza sono sempre pronti a coordinare i lavori e il gruppo, nel solco dell’auspicato approfondimento. Resta da capire, si chiarisce, la forma del gremio a cui affidare la missione. Ovvero, si suggerisce nella missiva ai Municipi, un ente, un’assemblea dei sindaci, dei gruppi di lavoro o ancora tramite dei rappresentanti della società civile o l’Ente regionale per lo sviluppo. Ciò che conta, si richiama, è darsi un termine, come la fine di giugno 2023. Insomma, almeno per una parte del Basso Mendrisiotto non è ancora detta l’ultima parola. Un dato è indiscutibile, tra chi perora la causa aggregativa c’è la speranza di unirsi all’elenco dei quaranta progetti condotti in porto dal 1995 a oggi in Ticino, portando il numero dei Comuni dagli iniziali 245 agli attuali 106. Un risultato sul quale i tecnici hanno una visione ben precisa, ma che trova pure il consenso nella popolazione che ha vissuto in prima persona l’esperienza. Come rilevato nel 2018 in un sondaggio promosso dal Dipartimento delle istituzioni e pubblicato in un documento cantonale nel settembre scorso – ‘Politica aggregativa cantonale. Valutazione qualitativa di oltre un ventennio di aggregazioni in Ticino’ –, tra i residenti nei Comuni aggregati il 63 per cento vede di buon occhio questo processo a fronte del 52 per cento di chi abita in un ente locale non aggregato.

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