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Piazza Molino Nuovo, ‘un’area dormitorio’ in attesa del rilancio

I commercianti lamentano di non essere stati coinvolti nel progetto di riqualifica. Presto ci sarà una prima sistemazione, ma anche delle chiusure

In sintesi:
  • Karin Valenzano Rossi: «A breve ridurremo la grande porzione di asfalto»
  • Tra le osservazioni alla variante del Piano Regolatore, c’è anche quella di Cristina Zanini Barzaghi: «Per i posteggi, si potrebbe realizzare un partenariato pubblico-privato»
Acqua e giochi. Un lontano ricordo
(Ti-Press / archivio)
25 febbraio 2025
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La fontana fuori uso. «Un giardinetto snobbato». «Posteggi usati in passato anche come deposito di materiale» e «poca gente seduta sulle panchine» attorniate dal fragore delle auto. Ce la descrivono così i commercianti di piazza Molino Nuovo a Lugano che abbiamo incontrato. In attesa dei paventati lavori che modificheranno l’intera area, i nostri interlocutori sollevano perplessità e sottolineano che ormai quella «è diventata un’area dormitorio». Alcuni di loro, scoraggiati «dall’immobilismo della politica», sostengono che «finché non ci sarà sicurezza, la gente non si fermerà mai in piazza». Dopo anni di attesa – risale al 1991 il primo piano particolareggiato –, nelle prossime settimane le autorità valuteranno tutte le richieste ricevute.

‘I posteggi servono’

Quello che arriva da diverse persone attive nella piazza è un grido unito per richiedere alle autorità di intervenire e dare nuovo slancio alla piazza. Come sottolineano i coniugi Paola e Battista Bellini, titolari dello storico Tea Room Dante, attivo dagli anni 30 e che gestiscono dal 1987, già da allora «sentiamo di possibili cambiamenti previsti in piazza. È sempre stato un continuo fare e disfare progetti e le autorità non hanno mai coinvolto noi commercianti». Per i coniugi, prossimi alla pensione, «la piazza ha perso il suo scopo di aggregazione. Fino a qualche anno fa si poteva godere, almeno in estate, di un po’ di fresco proveniente dalla fontana, ma ormai non c’è più quasi nessuno che si ferma anche solo un attimo». Quanto alla possibilità di rimuovere i parcheggi, la loro opinione è chiara: «Non vanno tolti, altrimenti davvero non si fermerà più nessuno».

Anche Gabriella Prosperi, titolare della lavanderia Cavazzi – altro negozio storico della piazza –, è convinta che i posti auto siano imprescindibili: «La piazza senza fontana non è pensabile, e nemmeno senza i parcheggi. I miei clienti arrivano anche da fuori Lugano, e non è realistico pensare che vengano in bus con le camicie da stirare». Riguardo al rilancio della piazza, Prosperi appare piuttosto rassegnata: «Per fortuna hanno costruito l’hotel e ci sono diversi uffici che creano movimento durante il giorno, ma ormai questo è diventato un quartiere dormitorio. E lo si vede soprattutto la sera, a partire da via Balestra non c’è più nulla».

‘Giochi di luce’ e ‘più aggregazione’

Per Nicola Cavallini, contitolare del negozio alimentare ‘PaneLento Lievito Madre’, l’immobilismo degli ultimi anni è un problema: «Noi mettiamo la passione nel nostro lavoro, ma così ci stanno uccidendo. Perché una madre dovrebbe fermarsi qui in piazza? Non ci sono tavoli, non c’è un’area gioco per bambini, e non è sicuro». Per Cavallini, questo modo di agire della Città sta causando danni anche ai commercianti: «In zona c’erano diverse macellerie, due anni fa ha chiuso pure l’ultima. La gente non compra più nei piccoli negozi o al mercato, ma sempre di più nei supermercati. Inoltre, presto aprirà una nuova filiale Coop a pochi passi dalla piazza (è prevista per l’8 maggio in via Maderno, ndr). Da quarant’anni dicono che la piazza cambierà, ma non è mai stato realizzato nulla. Anzi, per lungo tempo il parcheggio è stato utilizzato come deposito di un cantiere. Ci sono tanti soldi per grandi progetti, ma non per piazza Molino Nuovo, ormai abbandonata a se stessa. E anche noi chiuderemo presto». Per il futuro dell’area, Cavallini si augura «che vengano inseriti dei giochi per i bambini e che si crei uno spazio aggregativo, coinvolgendo i commercianti e dando loro la possibilità di animare la piazza, magari con qualche tavolo all’aperto, come già accade in Centro, sul lungolago».

Alla vicina pensione dei coniugi Bellini e all’annunciata chiusura del negozio di alimentari, si aggiungono anche le serrande abbassate del bar ‘Urban Cocktails’, le chiusure del pub Piccolo Principe (ha riaperto con una nuova gestione), di un negozio di fiori, di un altro di biciclette e di uno di gioielli. Tuttavia, nonostante questi cambiamenti, come ci spiega Cinzia Ortelli del negozio Fotosprint, «tra noi negozianti si è formata una piccola comunità e cerchiamo di sostenerci a vicenda. Non è la chiusura di un negozio che comporta il non funzionamento della piazza, ma una cosa è certa: così non è accogliente. Anche solo con giochi di luce e un po’ di verde, la si potrebbe migliorare».

Le osservazioni sul Piano regolatore

Oltre alle richieste non scritte, sono arrivate anche osservazioni formali da parte di cittadini e associazioni riguardo alla variante del Piano regolatore dell’unica piazza del quartiere più popoloso della città. Come ci ha spiegato il direttore della divisione Pianificazione, ambiente ed energia, mobilità, Andrea Felicioni, «sulla base di queste richieste scritte, di altre proposte pervenute e dell’esame preliminare del Dipartimento del territorio (Dt), il Municipio elaborerà gli atti definitivi tramite un apposito messaggio». Tra queste richieste, c’è appunto quella del Dt che ha valutato positivamente la nuova impostazione urbanistica, “ad eccezione del comparto A2. Su questo aspetto la proposta dovrà essere rivista interamente in relazione all’intenzione del Dt di promuovere la tutela quale bene culturale di interesse cantonale della fontana di piazza Molino Nuovo”. Questo vincolo potrebbe portare al “ridisegno della piazza, della fontana e dell’edificio multiuso che non è esente da criticità” perché la costruzione dell’edificio che viene di definito ‘Attivatore’ dal progetto realizzato dal Gruppo Cont-s (capofila Sabrina Contratto) – raccomandato dal Municipio quale base di riferimento per la continuazione dei lavori –, implicherebbe la demolizione della fontana del 1959 progettata da Tita Carloni e Luigi Camenisch e considerata “un significativo esempio di architettura organica, ma soprattutto è un unicum in Ticino”.

Riguardo alla costruzione dell’edificio che verrebbe destinato come “un luogo con contenuti pubblici rivolti in particolare al quartiere”, ha espresso le sue osservazioni anche l’Associazione traffico e ambiente (Ata). In un comunicato ha condiviso “la decisione del Dt di salvaguardare la fontana, il giardino circostante e, contestualmente, di non permettere la costruzione di un autosilo nel sottosuolo”. Il Dt ha infatti evidenziato che “l’edificazione in sotterranea di edifici tutelati dev’essere di principio evitata”, invitando la Città a “documentare l’effettivo fabbisogno di stalli pubblici”. Per Ata, la proposta di aggiungere 70 posti auto sotto la piazza rappresenta “una visione completamente autocentrica, che non tiene conto della necessità di ridurre la quota dell’automobile fra i mezzi di trasporto utilizzati in contesto urbano”.

‘Prendere spunto da quanto realizzato a Pambio-Noranco’

Anche Cristina Zanini Barzaghi, ex presidente del collegio esperti del Mandato di studio paralleli per la riqualificazione urbanistica del comparto, ha avanzato alcune sue osservazioni: «Per i posteggi, si potrebbe realizzare un partenariato pubblico-privato per costruire un autosilo sotto gli edifici che presto saranno costruiti nel comparto. Una situazione simile l’abbiamo già avuta a Pambio-Noranco, dove sono stati realizzati anche 10 posti auto pubblici su un terreno privato». Tra i terreni che potrebbero essere coinvolti, la già municipale suggerisce «il comparto a sud della piazza o il terreno della Fondazione Antonia Vanoni» che presto comincerà i lavori di costruzione dell’edificio che ospiterà il futuro Centro educativo per minori, cantiere che dovrebbe concludersi nel 2028. Sempre in merito ai posteggi, Zanini Barzaghi ricorda che se «si eliminasse il vincolo dei 70 posteggi sotto la piazza, si potrebbe già procedere con un progetto di riqualificazione con l’eliminazione dell’asfalto e togliendo le automobili sul lato nord della piazza». Le sue annotazioni includono anche suggerimenti per le toilette pubbliche e il contestato ‘Attivatore’: le prime «sarebbero da prevedere altrove perché in quella posizione non sono qualificanti per la fontana», mentre l’edificio «può restare nel Piano regolatore, ma non sarebbe necessario se venisse tolto il vincolo dell’autosilo». Come affermato anche da alcuni commercianti, anche Zanini Barzaghi sostiene che «attorno alla piazza esistono diversi esercizi pubblici che potrebbero essere valorizzati se la piazza diventasse più accogliente».

La Commissione di quartiere, nonostante abbia manifestato più volte la necessità di rendere più vivibile la piazza, non ha presentato delle annotazioni, ma ha cercato un altro canale rivolgendosi direttamente alla municipale Karin Valenzano Rossi esprimendo il desiderio di diminuire l’area cementificata. Le altre osservazioni, precisa Felicioni, «saranno interamente rese pubbliche solo quando il messaggio municipale sarà trasmesso al Consiglio comunale e nel quale verrà inserito un rapporto esplicativo che includerà anche le osservazioni pervenute e come l’Esecutivo le ha considerate».

‘Ridurremo l’asfalto’

A queste richieste della popolazione la Capodicastero sicurezza e spazi urbani, Karin Valenzano Rossi, risponde che «stiamo lavorando per poter arrivare con degli interventi di sistemazione della piazza realizzabili in tempi ragionevolmente brevi e indipendentemente da quanto accadrà nel comparto fra molti anni quando sarà definito il nuovo Piano regolatore e le future scelte di eventuali contenuti». Nei piani del Municipio già nei prossimi mesi qualcosa si muoverà: «A breve vogliamo poter riqualificare la piazza dandole decoro; migliorando la fruibilità per la popolazione, in particolare riducendo la grande porzione di asfalto a favore di un rinnovato uso; combattere le isole di calore e mantenere ancora la fontana, valorizzandola al meglio compatibilmente con le attuali finanze cittadine». Un’affermazione simile a quella che la municipale aveva rilasciato a laRegione nel gennaio 2024 nella quale auspicava, entro quell’estate, un possibile intervento. La sola differenza, oltre all’importante decisione del Dipartimento del Territorio di salvaguardare la fontana, è che nell’allora Piano finanziario non era stata inserita la voce per tale scopo, mentre nella Pianificazione 2025/2028 sono stati preventivati 400mila franchi per ‘Piazza Molino Nuovo: sistemazione o concorso’. Se questi soldi saranno messi a disposizione anche per la sistemazione dei bagni ancora non è certo, precisa Valenzano Rossi: «Al momento è prematuro poter dare indicazioni più precise in merito, quel che è certo è che l’attuale situazione è insoddisfacente e triste, in particolare a causa dei ripetuti vandalismi». Quel che invece pare certo è che nel comparto si punti a «una maggiore e migliore fruibilità da parte della cittadinanza», e per risolvere almeno temporaneamente la questione dei parcheggi «la collaborazione con i privati, senza dover realizzare infrastrutture a scapito di superfici altrimenti vivibili o verdi, è senz’altro la direzione da perseguire. Questa, però, richiede tempi più lunghi e la conclusione della modifica di Piano regolatore».

Risolti gli ultimi aspetti formali, e prima di intervenire, «coinvolgeremo la Commissione urbanistica e quella di quartiere – conclude Valenzano Rossi –. In ogni caso, nel progetto che stiamo definendo sono stati recepiti gli auspici più volte segnalati dalla Commissione di quartiere, anche in occasione di uno specifico incontro a fine della scorsa legislatura». Questi colloqui tra le parti dovrebbero avvenire già nelle prossime settimane, mentre l’apposito messaggio municipale è previsto già in una delle prossime sedute di Consiglio comunale.