L'Associazione traffico e ambiente segnala al Municipio alcuni problemi ‘che possono essere risolti senza l'impiego di ingenti mezzi finanziari’
L'Associazione traffico e ambiente (Ata) porta all'attenzione del Municipio di Bellinzona dodici situazioni ritenute problematiche per la mobilità ciclistica. Situazioni, scrive l'Ata in un comunicato, che “possono essere risolte, o in alcuni casi sistemate, senza l'impiego di ingenti mezzi finanziari e che quindi non rientrano nelle misure previste dal Programma di agglomerato di quinta generazione, ma che per gli utilizzatori della bicicletta potrebbero rivelarsi molto significative”.
Si comincia con la segnalazione del passaggio davanti a BancaStato a Bellinzona: “La terrazza del ristorante Prisma – indica l'Ata – si è allargata provocando un restringimento dello spazio per il passaggio di ciclisti e pedoni: ciò provoca rallentamenti e rischio d’incidenti nelle ore di punta. Si propone di allargare il passaggio e di delimitare con delle marcature sull'asfalto lo spazio per i pedoni e quello per i ciclisti”.
Sempre in zona BancaStato, per il marciapiede fino al piazzale dell'ex Stallone si sollecita di “ripavimentare e togliere il cordolo per collegare i percorsi ciclabili”.
Per quanto riguarda la ciclopista di via Federico Ghisletta (tra via Varrone e la Casa anziani comunale), si segnala la presenza di “tre uscite private dai giardini degli immobili vicini, altamente pericolose perché una siepe impedisce ogni visibilità e i cancelli costantemente aperti lasciano libertà ai pedoni (numerosi sono i bambini) d’immettersi all'improvviso sulla ciclopista. Negli ultimi anni la pericolosità è aumentata visto l'aumento dei passaggi di biciclette e monopattini elettrici con alta velocità e spazio di frenata più lungo. Si chiede il taglio della siepe per migliorare la visibilità e la posa di un dispositivo per la chiusura automatica dei cancelli o altri provvedimenti”.
Secondo l'Ata c'è poi da migliorare il passaggio tra la ciclopista di via Federico Ghisletta e la via San Gottardo: “Dovrebbe essere allargato per permettere a pedoni e ciclisti di incrociarsi facilmente. Il percorso dovrebbe poi continuare con un passaggio pedonale e ciclabile protetto sulla via San Gottardo, in modo da collegare il quartiere della Gerretta con la stazione ferroviaria”.
Interventi si rendono necessari anche su via Ripari Tondi, tra via al Maglio e via Vallone, dove si chiede di “delimitare meglio la parte del campo stradale riservata ai pedoni e la parte riservata ai ciclisti con asfalto colorato o segnaletica orizzontale”. E ancora: “Indicare con una nuova segnaletica che si tratta di una ciclopista e di un percorso pedonale”, e “togliere una delle due fioriere per lasciare maggior spazio al passaggio dei ciclisti su un lato e dei pedoni sull'altro. Il percorso meriterebbe anche la posa di adeguate alberature e panchine”.
Ce n’è anche per il viale Stazione, dove “i paletti all'inizio della zona pedonale di notte sono quasi invisibili. Per evitare incidenti chiediamo un intervento atto a migliorare la situazione”.
Sempre a Bellinzona, nella zona del Centro sportivo comunale, “la ciclopista viene spesso invasa da veicoli che scaricano gli utenti della vicina pista di ghiaccio.
Qui sarebbe opportuna la posa di paletti o ostacoli per impedire l'invasione e una chiara marcatura orizzontale per rendere attenti i pedoni al passaggio dei ciclisti”.
Spostandosi fuori dai confini del quartiere di Bellinzona, l'accesso alla passerella ciclabile pedonale Gnosca-Claro, necessita della “posa di cartelli indicatori della presenza della passerella (costruita nel 1997): le strade d'accesso tra Gorduno e Gnosca dovrebbero essere limitate al traffico agricolo e la velocità dovrebbe essere limitata a 30 km all'ora”.
Situazioni da migliorare anche in Piazza Grande a Giubiasco, dove l'Ata segnala un “conflitto tra ciclisti e auto che escono in retromarcia dal parcheggio davanti a BancaStato/Bar Country. Inoltre è auspicabile un rifacimento della segnaletica”. In Cima Piazza, poi, prosegue l'associazione, “la forma della nuova ciclabile ha una curva strana nonché un bordo pericoloso, se non si fa attenzione o se vanno evitati altri ciclisti o pedoni”.
Sempre a Giubiasco, all'inizio della strada cantonale della Valle Morobbia all’altezza di via E. Berta, si segnala “l'attraversamento dall'ex municipio in direzione chiesa con visuale scarsa, e veicoli in accelerazione uscendo dal centro di Giubiasco”.
A Camorino, sulla via in Arla, l'Ata sottolinea le “numerose uscite da terreni privati con poca visibilità. È auspicabile che i proprietari si adoperino affinché le loro siepi non siano pericolose barriere visive. Su questa via passa anche la ciclabile regionale 311”.
Con le proposte presentate, l'Associazione “spera così di attirare l'attenzione delle autorità e ha espresso la propria disponibilità, invitando il Municipio a un incontro”.